FELL IN I LOVE – Concerto per orchestra

FELL IN I LOVE
Concerto per orchestra – Alejandro Fasanini 

“Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita.” Federico Fellini “Fell in i love”, una composizione in omaggio a Federico Fellini, un artista che ci ha insegnato che lasciare libera la percezione può essere un’occasione per sentire ed esercitare la nostra libertà a prescindere da ogni circostanza.
Orchestra ArtPhonus
Compositore: Alejandro Fasanini
Direttore: Ivan Gambini

Flauto: Cristina Flenghi Oboe: Luciano Franca Clarinetto: Marco Messa Fagotto: Paolo Biagini Corno: Antonio Ciccotelli Tromba: Luigi Faggi Grigioni Timpani: Francesco Vichi Percussioni: Daniele D’Ubaldo Violino I e II: Giuditta Longo Viola: Małgorzata Maria Bartman Violoncello: Andrea Agostinelli Contrabbasso: Giacomo Dominici
Pittrice: Sara Quida
Edizione, missaggio e mastering audio: Stefano Capelli Creative Mastering
Ringraziamento speciale a Gabriele Bertozzi

“Chissà cosa pensava di se Federico Fellini quando si abbandonava a quelle sfrenate fantasie che si avvicinano ai deliri, fantasie che ci trasportano in quello spazio intermedio in cui l’immaginario è reale perché il simbolico ha preso il sopravvento. Fellini, con il suo cappello sciamanico combatteva gli spiriti maligni nel mondo immaginale che lui ha visualizzato sulla pellicola come un pittore nella grotta di Altamira. Innanzitutto il vento, protagonista centrale della sua opera, il vento leggero, il vento più forte, mai la tempesta, il vento che porta le manine a maggio, il vento che porta la pioggia. Chi è il vento? Si può addomesticare? E il mare? L’acqua del mare, si increspa, si agita è’ trasformata in acqua di sogno o in sogno d’acqua, pronta per sostenere un Rex che arriva al improvviso come un tirannosauro. Elementi della alchimia Felliniana che inizia con la dissoluzione, il disfacimento i personaggi si sfarinano, le storie confondono il reale e l’immaginario, emerge la sciabola dello scieicco bianco, le catene del uomo forzuto, l’angelo che cammina sul filo, la processione al santuario del divino amore, l’omicidio suicidio di Steiner, il misterium coniuntionis del bagno lustrale di Marcello e Anita nella fontana di Trevi ed infine la terra/spiaggia con il mostro putrefatto che mette fine alla nigredo. Poi il volo, il passaggio delle acque alle Terme, la purificazione, appare la lingua perduta il tempo passato. L’albedo continua con l’altalena di Sandra Milo, la visione dell’antica Roma fino alla rievocazione degli spiriti del ricordo con la coda del pavone. Così possiamo rintracciare le altre fasi della grande opera nella rubedo con il fuoco sulla testa di Casanova che culmina con il silenzio. “Eppure io credo che se ci fosse un po’ di silenzio, se tutti facessimo un po’ di silenzio, forse qualcosa potremmo capire.” E poi, appunto il silenzio di ciò che sarebbe potuto essere e non è stato: la proliferazione dei viaggi di G.Mastorna, il fantasma dell’America di Kafka e quel misterioso viaggio alla ricerca di Castaneda che non incontrò mai, il viaggio a Tulum, una cerimonia magica per salvare il mondo, forse il suo mondo o il nostro mondo da una apocalisse, una rivelazione insostenibile nascosta nella formula magica ASA NISI MASA con cui si salva chi ci crede.” Leonardo Montecchi

Produzione: ArtPhonus Records
Composizione e direzione artistica: Alejandro Fasanini
Orchestra ArtPhonus
Direttore: Ivan Gambini

Flauto: Cristina Flenghi, Oboe: Luciano Franca, Clarinetto: Marco Messa, Fagotto: Paolo Biagini, Corno: Antonio Ciccotelli, Tromba: Luigi Faggi, Percussioni: Daniele D’Ubaldo, Francesco Vichi Violino I: , Violini II: Giuditta Longo, Viola: Goscia Małgorzata Maria Bartman, Violoncello: Andrea Agostinelli, Contrabbasso: Giacomo Dominici.

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